Chi sono

In quest’epoca di apologia della rapidità, si scambia la riflessione per inefficienza o pigrizia. Controbilanciare questo andamento è alla radice della mia pittura. Di per sé un quadro dipinto ad olio richiede di frapporre un tempo fra l’idea e la realizzazione. Richiede di frapporre un tempo anche a chi lo guarda. Un quadro ad olio non serve per essere cotto e mangiato, ma per godere del tempo del sogno che è un tempo immobile. Richiede un tempo per essere interpretato da ognuno secondo la propria percettività. A differenza di un’immagine sul web però, non cambia ogni pochi secondi, ma lentamente, col trascorrere del giorno e i cambiamenti della luce, è sempre lì, come una certezza che il sogno non andrà perduto. Daniele Galloni visionaria.
Formazione: da un articolo della Dott.ssa Daniela Bellotti Il caso di Daniele Galloni è del tutto particolare, egli non ha rifiutato il concetto accademico di “belle arti”, ma l’ha coltivato in maniera non scolastica fin dagli anni giovanili. Un ruolo fondamentale, nel suo primo avvicinarsi all’esercizio della pittura, ha avuto la sua ammirazione per la grande arte italiana e la lettura della manualistica antica, in particolare il “Trattato della pittura” di Leonardo; alcuni periodi di apprendistato in “bottega” presso maestri privati, gli hanno consentito di imparare i segreti del mestiere e completare la sua preparazione. Terminata questa fase, Galloni ha iniziato a realizzare le sue opere più personali, secondo un progetto ambizioso: dare visibilità, attraverso una pittura di limpida definizione “ottica”, a un immaginario costellato di elementi simbolici . Si è andato così definendo un potenziale espressivo che, all’interno di uno spazio prospettico coerente, ma ingigantito e a tratti enfatizzato, ha assunto le caratteristiche di una trasposizione in termini poetici e fantastici. L’attenzione di Galloni è rivolta anche al paesaggio sempre realizzato in modo da ribaltare la percezione da realistica in visionaria.